In Sicilia, rinasce “l’Olivo bianco della Madonna”

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Nuove iniziative si propongono di unire enti, associazioni, comunità locali nel tentativo di evitarne l’estinzione.

L’Olivo Bianco della Madonna”, una varietà di olivo che era considerata quasi scomparsa ma che sta facendo un ritorno nelle campagne italiane. Questa pianta è particolarmente nota per la produzione di un olio delicato che veniva utilizzato tradizionalmente dalla Chiesa Cattolica nelle sue funzioni religiose e per alimentare le lampade votive.
In passato, l’olivo bianco era coltivato principalmente nei dintorni di chiese, monasteri e luoghi di culto religioso. Le olive bianche di questa varietà venivano utilizzate per produrre l’olio sacro noto come “Olio Santo”. Questo olio era mescolato con altri oli essenziali e prodotti naturali ed era utilizzato in vari riti religiosi, come il battesimo, la cresima e anche nelle cerimonie funebri, grazie al suo colore biancastro che simboleggiava purezza e fede. Oltre agli usi liturgici, l’olio veniva impiegato nelle lampade votive per la sua limpidezza e luminosità.

Tuttavia, nel corso del tempo, questa varietà di olivo era stata trascurata e stava scomparendo, in parte a causa del suo colore bianco che non era concorrenziale rispetto al gusto fruttato e al colore dorato dell’olio d’oliva più comune.

Nel recente passato, l’olivo bianco era stato piantato nelle chiese e nei giardini dei conventi, ma la sua presenza è particolarmente rigogliosa a S. Margherita di Gioiosa Marea, nella storica Azienda Agricola della Nobile Famiglia Benincasa, dove da un paio d’anni, un mecenate della cultura e dell’accoglienza agrituristica di nome Nino Molica Colella si è dedicato all’innesto di questo straordinario albero, con l’obiettivo di promuoverne la conoscenza e impedirne la scomparsa. Recentemente, ha fornito a un vivaista le mazze necessarie per la riproduzione dell’olivo bianco e ha anche donato alcune piante a un agricoltore nella vicina Calabria, oltre a inviarne altre sull’isola di Malta.
L’olivo bianco è originario dell’Antica Grecia ed è circondato da molte storie sacre e misteriose. Sebbene altre varietà di olivo abbiano guadagnato popolarità nel corso del tempo, questa varietà ha rischiato di essere dimenticata.
Ora, l’olivo bianco sta facendo un ritorno, contribuendo così alla tutela dell’ecosistema e della biodiversità in Italia e al mantenimento di una tradizione religiosa secolare, grazie anche agli sforzi di individui come Nino Molica Colella e alle sue iniziative rivolte a enti, associazioni, comunità locali nel tentativo di rilanciare e spingere sul valore di questo alimento che, non solo è buono e fa bene, ma è un prodotto fondamentale per le nostre colline e per la bellezza del territorio, prevedendo delle azioni di co-branding da realizzare presso ristoranti, botteghe, aziende di produzione e trasformazione, creando efficaci sinergie in comunicazione e puntando alla creazione di un modello di “turismo dell’olio”.