Come una costruzione sociale, profondamente intrisa di elementi fiduciari in grado di generare un gioco a somma positiva attraverso l’interazione tra tutti i partecipanti e valorizzando il ruolo della relazionalità.
Lo ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito – direttore generale dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne – intervenendo all’evento “Italy – Uk Forum” organizzato dall’Italian Chamber of Commerce and Industry for the UK in collaborazione con la British Chamber of Commerce for Italy, in corso ora a Montalcino.
Un approccio del genere – ha specificato Esposito – però non è solo auspicabile, ma è anche “conveniente” per le imprese che lo adottano: le indagini che come Istituto Tagliacarne facciamo annualmente sulle cosiddette “imprese coesive” dimostrano che queste aziende, ispirate a una logica di maggiore relazionalità e che non ragionano solo in termini di profitto di breve termine, hanno performances migliori rispetto alle altre imprese.
L’approccio italiano – ha sottolineato il direttore generale – che poi si è tradotto in quello della cosiddetta economia civile alla Genovesi, è in linea generale quello più adeguato in una fase in cui l’incertezza mondiale sta crescendo, aumentano le tentazioni neo-mercantilistiche, anche a supporto di sempre più frequenti fenomeni bellici, e in cui si tratta di recuperare anche a livello globale il ruolo di valori civili determinanti, come ad esempio la sostenibilità sociale, economica e istituzionale alla base dei 17 obiettivi Globali di Sviluppo delle Nazioni Unite, Sustainable Development Goals-SDGs dell’Agenda 2030.
Inoltre – ha concluso Esposito – questa impostazione è molto più compliant con un approccio di economia civile, che richiede lo sviluppo di un capitalismo imprenditoriale civile ad alta intensità umana.

