La forza inarrestabile dell’export italiano di Adolfo Urso – Ministro delle Imprese e del Made in Italy

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Corre l’export italiano. Anche in un anno turbolento come il 2025, le nostre imprese si sono affermate sui mercati internazionali, confermando un sistema produttivo solido e resiliente. Smentite le previsioni catastrofiche di chi annunciava gravi contraccolpi sull’export a causa dei dazi commerciali. I dati Istat certificano, al contrario, che nei primi undici mesi dell’anno le esportazioni hanno raggiunto i 591,3 miliardi di euro, nonostante i dazi americani, con un incremento del 3,1% rispetto al 2024.

Un risultato storico: l’Italia tra i leader mondiali dell’export
Un risultato frutto del lavoro di squadra tra imprese, territori, filiere e istituzioni. L’Italia è riuscita a compiere un salto di qualità inimmaginabile fino a pochi anni fa stabilendosi nelle prime posizioni del ranking mondiale del commercio, con l’export come leva strategica di crescita. Già nel 2024 le esportazioni avevano toccato i 622 miliardi di euro, rendendo realistico il superamento dell’asticella dei 700 miliardi. Questo risultato non rappresenta un banale traguardo numerico, ma un segnale politico ed economico: l’Italia nel mondo è più forte e più credibile.

Un’Italia sempre più competitiva sui mercati internazionali
I dati del 2025 confermano come il nostro Paese sia ormai tra le economie più dinamiche del commercio mondiale capace di registrare una crescita di esportazioni sia nei mercati europei (+4,1%) sia in quelli extra-UE (+2,1%). Particolarmente significativo il dato verso gli Stati Uniti d’America, uno dei mercati strategici storici per il Made in Italy. Nonostante i dazi, le esportazioni si sono consolidate e hanno contribuito al saldo commerciale positivo. Qualità, design, innovazione e identità territoriale sono i pilastri del successo: non competiamo sul prezzo, ma sul valore, nei settori ad alto contenuto tecnologico e creativo.

Settori trainanti: innovazione, manifattura e farmaceutica
Ancora una volta la farmaceutica guida la crescita con un balzo dell’export del 28,5%, pari a un valore di oltre 69 miliardi di euro. Positive anche le performance di metalli, mezzi di trasporto e agroalimentare, settori che testimoniano la forza della nostra manifattura e la capacità delle imprese italiane di innovare senza perdere il legame con la tradizione. Ciò che ci restituisce l’analisi di questi dati è l’immagine di un Paese in trasformazione, capace di valorizzare competenze e filiere locali all’interno della doppia transizione digitale e green.

La strategia del Made in Italy: crescita sostenibile e visione di lungo periodo
Il Governo continuerà a sostenere le imprese attraverso la valorizzazione delle tre peculiarità che caratterizzano il Made in Italy: identità, innovazione e internazionalizzazione. L’obiettivo è quello di rafforzare le filiere strategiche, sostenere le transizioni digitali e green e accompagnare le nostre imprese verso nuovi mercati ad alto potenziale. L’export non è solo un indicatore economico: è la misura della fiducia nel nostro Paese e nella qualità del lavoro italiano. I dati Istat ci confortano che la strada intrapresa è quella giusta. L’Italia cresce perché crede nella propria identità produttiva e nella capacità delle imprese di trasformare tradizione e innovazione in valore per il mondo.

Adolfo Urso – Ministro delle Imprese e del Made in Italy