La Rai strumento della diplomazia italiana

0
354

La Rai è uno strumento della diplomazia italiana”, perché presenta al mondo “la qualità italiana”. Per questo il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha assicurato il suo “sostegno” personale e quello della Farnesina per far sì che la Rai possa giocare un ruolo di promo piano sul “mercato internazionale”. Tajani lo ha detto questa mattina, mercoledì 6 dicembre, nella sede di Rai Radio a Roma, dove è intervenuto alla conferenza “Un mondo d’Italia. Nuovi mercati, i nostri Originals”, per la presentazione della nuova offerta Rai per l’estero.
Ad illustrare i nuovi orizzonti della programmazione di Rai Italia, Rai Italy e Rai World Premium sono intervenuti, oltre al ministro, l’amministratore delegato Rai, Roberto Sergio, il direttore Rai Offerta Estero, Fabrizio Ferragni, il direttore generale Rai, Giampaolo Rossi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini.
A moderare l’incontro il direttore Rai Ufficio Stampa, Fabrizio Casinelli, che, introducendo gli ospiti, ha annunciato la nuova apertura di due “grandi mercati”, la Gran Bretagna e la Spagna, cui seguirà poi la Francia. Con il passaggio al digitale, infatti, l’Europa è stata a lungo esclusa dall’offerta di Rai Italia a causa dei diritti televisivi.
Ora, invece, ha confermato l’ad Roberto Sergio, l’auspicio è quello di “fare meglio e di più”, nella convinzione che “trasmettere all’estero in lingua italiana”, ma anche in lingue come l’inglese e lo spagnolo che veicolino il messaggio anche a chi l’italiano non lo parla, sia “un valore assoluto” e che lavorare in questa direzione per il servizio pubblico sia un “obbligo”.
L’azienda sostiene dunque questo nuovo progetto, come ha ribadito anche il direttore per l’offerta all’estero Ferragni, che ha illustrato le novità del palinsesto. Da “Punti di vista”, spazio informativo settimanale d’attualità condotto da Luca Mazzà per approfondire i grandi temi globali attraverso esperti in Italia e all’estero, a “On the road. Verso il Giubileo 2025”, con cui si celebra la marcia di avvicinamento al grande evento che porterà milioni di pellegrini nella capitale. E ancora “La storia siamo noi”, che la Rai ha deciso di sottotitolare in inglese, come in spagnolo è stato sottotitolato, invece, il World Summit Lombardia andato in onda ieri. Poi c’è “Italian Colors”, nato da una “idea interna della squadra” che, attraverso il meglio della produzione dei TGR, racconta le nostre Regioni agli italofili sparsi nel mondo che potranno cogliere tutte le sfumature del racconto grazie ai sottotitoli in inglese. “Trend Italy” segue lo stesso filone, proponendo il meglio delle rubriche del TG1 e TG2 in lingua inglese. “Che classe” è un vero e proprio corso di italiano per stranieri, nato dalla collaborazione con Treccani Digitale; mentre “Gli Italians” offre un mosaico di ritratti di italiani all’estero, che si autoraccontano diventando videomaker per la Rai. Si prosegue con l’ormai tradizionale appuntamento con suor Myriam Castelli e “Cristianità” e con Monica Setta che conduce “Il confronto”, settimanale di attualità politica ed economico-finanziaria con esponenti di opposti schieramenti. Filippo Solibello e Marco Ardemagni propongono il primo “morning show” in lingua inglese, “Paparazzi”, striscia quotidiana di 45 minuti che racconta il nostro Paese all’estero; e si rivolge agli spettatori di lingua inglese anche il notiziario quotidiano di 10 minuti proposto da Rai News. Noto al pubblico all’estero, “Casa Italia” è condotto da Roberta Ammendola, con notizie, storie, approfondimenti, ospiti in studio, filmati, collegamenti dal mondo e tante rubriche; e grazie alla collaborazione con Gambero Rosso la Rai darà spazio anche ad uno dei nostri prodotti più apprezzati all’estero, l’enogastronomia. “That’s Italy” racconta le bellezze e i tesori inestimabili delle nostre città, mentre a “Italian Genius” è affidato il compito di raccontare i grandi personaggi italiani, artisti e manager, conosciuti e apprezzati nel mondo per la loro capacità di innovare: storie emblematiche di successo del nostro Made in Italy.
Tutto questo è raccolto sulla piattaforma Rai Italy, con l’intento di “raccontare al meglio il Sistema Italia” non solo ai connazionali all’estero, ma anche a chi all’estero ama o è interessato al nostro Paese. L’80% della produzione, ha spiegato Ferragni, è tratto dal meglio delle reti generaliste, cui si aggiunge “un innesto di produzione originale”, che per il 93% è prodotto internamente in Rai, un dato questo, ha tenuto a sottolineare il direttore Rai, che segna la volontà di creare un “prodotto di qualità” e di avere una “identità di canale”.
Collegati in streaming rispettivamente da Parigi, Londra e Berlino, hanno portato il loro contributo alla presentazione anche gli inviati Rai Giovanna Botteri, Natalia Augias e Gennaro Pellino. Tutti hanno sottolineato l’importanza che la Rai riveste per i connazionali all’estero che vogliano mantenere un legame con le proprie origini, ma anche per un Paese, l’Italia, che voglia trasmettere ai media e alle popolazioni straniere una immagine di sé quanto più reale e lontana dagli stereotipi.
Lo ha detto anche il direttore generale Giampaolo Rossi: “la narrazione virtuosa del Paese ha un valore enorme” e, “se la scommessa da giocare è quella di costruire una nuova capacità di rappresentazione del nostro Paese” all’estero, la Rai, anche in ragione della sua “centralità nell’audiovisivo”, cioè nel cinema e nella fiction, riveste un “ruolo fondamentale” nella costruzione del racconto di “come sta cambiando il nostro Paese”.
D’accordo anche il sottosegretario Barachini. “Raccontarsi è fondamentale”, ha detto, parlando di “soft power” dell’audiovisivo; ma non si può trascurare l’importanza della distribuzione, ha aggiunto, affermando che la piattaforma di Rai Italy “avrà bisogno di ulteriore sostegno” sia per farla conoscere sia per aumentarne i contenuti originali.
Quello della Farnesina, di sostegno, c’è e, anzi, il ministro Tajani ha proposto oggi di “valorizzare ancora di più la collaborazione” tra Rai e Maeci tramite gli Istituti Italiani di Cultura. “La Rai è un modello del saper fare italiano”, ha detto Tajani, uno “strumento” utile ai 7 milioni di iscritti Aire e agli 80 milioni di oriundi per “mantenere il legame con la madrepatria”, ma è anche uno “strumento di diplomazia”, la stessa che portano avanti “tutti coloro che presentano nel mondo la qualità italiana”. Il ministro Tajani ha evidenziato tanto la necessità di “avere trasmissioni in italiano”, per “non abbandonare la confidenza con la nostra lingua”, quanto quella dei sottotitoli in inglese e spagnolo, per raggiungere un pubblico più ampio. In conclusione ha ringraziato la Rai per il suo appoggio al progetto Turismo delle Radici, che va promosso in quanto rappresenta una “opportunità per i territori, soprattutto per i piccoli borghi”, sia in termini di turismo sia di attrazione di investimenti. “Insieme potremo fare un lungo percorso”, ha concluso il ministro, “nell’interesse dell’Italia”. (r.aronica\aise)