Produce un valore quasi pari al settore dell’agricoltura e tre volte il settore della farmaceutica: è l’Aftermarket automobilistico. Una filiera composta da una platea di quasi 29 mila imprese coinvolte nella produzione e nella vendita di ricambi di auto e che mostra di essere di rilievo per la nostra economia.
A dirlo, è stato Giuseppe Molinari, presidente del Centro Studi Tagliacarne e della Camera di Commercio di Modena, secondo cui “è importante la domanda di policy che queste imprese esprimono. Al primo posto troviamo la richiesta di abbattere i costi energetici (indicata come prioritaria da circa la metà delle imprese), seguita dal sostegno all’adozione di tecnologie digitali (quasi 40%) e dagli incentivi a supporto dell’attività di ricerca e sviluppo (30%)”.
L’occasione per fare il punto su questa filiera che occupa 400mila persone è stato l’evento, che si è tenuto nel capoluogo piemontese, “L’Aftermarket dell’automotive in movimento” durante il quale è stata presentata una ricerca sul settore realizzata dall’Istituto Tagliacarne per l’ente camerale modenese, in collaborazione con la Camera di commercio di Torino e con il supporto di Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA).

