L’Italia recepisce l’AI Act europeo: via libera ai primi decreti sull’Intelligenza Artificiale
“L’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia”, sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare i due decreti legislativi che consentiranno all’Italia di adeguare il proprio ordinamento al Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act). I provvedimenti, previsti dalla Legge 132/2025, definiscono il quadro normativo nazionale destinato a regolare lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA nei prossimi anni.
Il primo decreto disciplina governance, vigilanza, sanzioni e sperimentazione dei sistemi di IA. Un ruolo centrale sarà affidato all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), responsabile della valutazione degli organismi di conformità, e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che fungerà da autorità di vigilanza e punto di contatto con l’Unione Europea. Previste inoltre sanzioni severe per chi viola le norme, fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale, oltre all’istituzione di uno “Spazio di sperimentazione” per favorire innovazione e sviluppo delle startup.
Particolare attenzione viene dedicata al mondo del lavoro. Le decisioni relative ad assunzioni, licenziamenti o sanzioni disciplinari non potranno essere affidate esclusivamente a sistemi automatizzati, ma dovranno sempre essere supervisionate da una persona. Il decreto introduce inoltre programmi di formazione e alfabetizzazione sull’IA per scuole, pubblica amministrazione, professionisti e personale sanitario, sostenuti da un investimento di 100 milioni di euro.
Il secondo decreto regola invece l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia e nell’ambito penale. L’utilizzo di sistemi di riconoscimento biometrico in tempo reale sarà consentito solo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Viene inoltre vietata la creazione di banche dati tramite raccolta indiscriminata di immagini da internet o da sistemi di videosorveglianza.
Le nuove norme introducono anche specifiche responsabilità civili e penali. Nasce il reato di omessa adozione delle misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio, con pene che possono arrivare fino a dieci anni nei casi più gravi. Le vittime di danni causati da sistemi di intelligenza artificiale potranno inoltre beneficiare di maggiori tutele e di procedure semplificate per ottenere il risarcimento.
I decreti dovranno ora affrontare il confronto parlamentare prima dell’approvazione definitiva. L’obiettivo del Governo è costruire un sistema che favorisca l’innovazione tecnologica senza rinunciare alla tutela dei diritti fondamentali, della sicurezza e della trasparenza.

