I dati dell’Istat lo certificano e confermano le rilevazioni che da anni ogni mese facciamo con Excelsior, i posti vacanti hanno toccato un nuovo record: il 2,3% delle posizioni aperte delle imprese private con dipendenti non viene coperto.
Il dato è ancora più rilevante per le aziende più piccole, ma tutto il tessuto economico è interessato dal problema.
Mancano lavoratori sia in settori in cui sono necessarie competenze tecniche e professionali specifiche, sia in ambiti in cui queste sono meno richieste, ma che hanno vissuto una grande crescita, come le costruzioni. Naturalmente laddove la carenza di addetti è presente da tempo, come il comparto turistico e della ristorazione, il fenomeno si è ulteriormente acuito. E soprattutto nei diversi settori riguarda le competenze più innovative, quelle digitali e quelle green.
Questo gap ha certamente anche ragioni strutturali e di lungo periodo, in primis la transizione demografica, la scelta di molti giovani di recarsi all’estero e il carente allineamento tra scuola e mercato del lavoro. È perciò ancora più centrale il tema della formazione, a ogni livello, scolastico, universitario e anche aziendale: ad esempio, come indurre quel 26% di impresefamiliari che non formano i propri dipendenti a farlo? Come incentivarle e aiutarle a compiere questo passo?
Affronteremo questo argomento e altri riguardanti il mondo del lavoro alla prima Conferenza Nazionale delle Camere di Commercio, organizzata da Unioncamere – Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura a Firenze il 24 e 25 marzo, assieme a Vincenzo Boccia, Presidente della Luiss Guido Carli University di Roma, Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria e Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia.
Giuseppe Tripoli – Segretario generale di Unioncamere
