In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi e nuove regole del commercio, dalla 35ª Convention mondiale di Assocamerestero arriva un messaggio chiaro: per sostenere la crescita del Made in Italy servono maggiore coordinamento, presidio stabile dei mercati e strumenti concreti a supporto delle imprese.
Il tema è stato al centro del convegno “Nuove rotte e nuove regole per gli scambi internazionali”, ospitato a Genova nell’ambito della Convention organizzata insieme alla Camera di Commercio di Genova e a Unioncamere.
Attraverso un videomessaggio è intervenuto anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha definito le 86 Camere di Commercio Italiane all’Estero “una infrastruttura strategica e insostituibile” per il sistema produttivo nazionale.
“Oggi la geopolitica ridefinisce rotte e priorità in un quadro turbolento, in cui dominano incertezza, conflitti e guerre commerciali”, ha sottolineato il Ministro, evidenziando come una progressiva riduzione delle tensioni internazionali possa tradursi in maggiore competitività per le imprese, minori costi produttivi e nuove opportunità di crescita.
Urso ha inoltre ribadito l’importanza degli accordi di libero scambio con aree strategiche come Mercosur, Australia, Indonesia, Messico, Emirati Arabi Uniti e Consiglio di Cooperazione del Golfo per rafforzare ulteriormente la presenza del Made in Italy nel mondo.
Il Presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, ha evidenziato come le piccole e medie imprese abbiano oggi bisogno di orientamento concreto per individuare opportunità, partner e regole in un contesto globale sempre più complesso.
A confermare la solidità del sistema produttivo italiano sono anche i dati sull’export: nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni sono cresciute del 3,2%, con un avanzo commerciale salito a 15,2 miliardi di euro.
Dalle tavole rotonde è emersa la necessità di consolidare la presenza nei mercati tradizionali, come gli Stati Uniti, e allo stesso tempo rafforzare le opportunità offerte da India, America Latina, Africa e Paesi del Golfo. Centrale anche il ruolo degli strumenti finanziari, assicurativi e di accompagnamento all’internazionalizzazione.
Nelle conclusioni, il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha ribadito il valore della rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero come ponte tra l’Italia e i mercati mondiali.
Il messaggio finale della Convention è netto: il Made in Italy deve proporsi sempre più come un sistema integrato di imprese, territori, competenze e filiere. In questo percorso, la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero si conferma uno strumento strategico per trasformare le incertezze globali in nuove opportunità di crescita e competitività.

