Il vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato il coordinatore della Commissione Ue per il corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, Pat Cox. All’ordine del giorno il progetto di Ponte sullo Stretto.
Nel corso della riunione il coordinatore Cox ha spiegato che Bruxelles è pronta a coprire il 50% dei costi per l’aggiornamento degli studi sull’impatto ambientale del Ponte sullo Stretto.
Cox ha anche proposto un incontro, a Bruxelles, per approfondire il dossier anche a livello tecnico. Il coordinatore tornerà in Italia a ottobre.
Alla riunione erano presenti anche i governatori Renato Schifani e Roberto Occhiuto e i rappresentanti delle Regioni Calabria e Sicilia, oltre ad Anas, Italferr, Rfi, Fs, Cdp.
L’annuncio di un roadshow in tutta Europa
Un roadshow in tutta Europa per presentare il progetto di Ponte sullo Stretto, per illustrare i vantaggi dell’opera e cercare eventuali finanziamenti.
Lo ha annunciato, riferisce una nota del Mit, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante l’incontro con il coordinatore della Commissione Ue per il corridoio Ten-T Scandinavo-Mediterraneo, Pat Cox.
Storia del ponte sullo stretto di Messina
Nel 1968, con la legge 384, l’Italia diede ad Anas, alle Ferrovie dello Stato e al Consiglio nazionale delle ricerche il compito di valutare se un ponte sullo Stretto di Messina fosse tecnicamente fattibile. Nel 1971, al termine della valutazione, il governo guidato da Emilio Colombo decise di autorizzare la creazione di una società per progettare, creare e gestire il ponte.
Nel 1981, il governo Forlani creò la Stretto di Messina Spa. Il primo sopralluogo si svolse quell’anno, a settembre. Negli anni successivi, dopo lunghi dibattiti e numerosi rinvii, si abbandonò l’idea di un ponte a più campate per andare verso un progetto a campata unica.
Tra gli anni Novanta e Duemila ci furono diversi passaggi tecnici verso la realizzazione: la Stretto di Messina Spa presentò un progetto nel 1992, e il Consiglio superiore dei lavori pubblici diede parere favorevole nel 1997. Nel 2001, durante la campagna elettorale Silvio Berlusconi disse che i lavori sarebbero ripresi sotto un suo eventuale governo, e che sarebbero finiti entro il 2012. Nel 2003, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile approvò il progetto preliminare del ponte.
Nel 2005, sempre durante il governo Berlusconi, il consorzio Eurolink, guidato dalla società Salini-Impregilo, vinse il bando per la realizzazione dell’opera, e venne steso il piano finanziario: 2,5 miliardi di euro a disposizione, più 1,85 miliardi finanziati attraverso prestiti dalle banche e 1,81 miliardi con prestiti obbligazionari. Il costo totale previsto era di 6,16 miliardi di euro. Nel 2006, furono finalizzati anche gli ultimi accordi.
Il governo Prodi, in carica proprio dal 2006, fermò il progetto nel 2008: erano troppi i dubbi sulla possibilità tecnica di portare avanti i lavori, sui rischi sismici nelle due Regioni, e sulla effettiva utilità – anche economica – del ponte sullo Stretto di Messina. Tornato al governo, Silvio Berlusconi fece ripartire il progetto tra il 2008 e il 2011, ma nel 2012 arrivò il governo tecnico di Mario Monti. Dato che la situazione economica dell’Italia richiedeva di concentrare l’attenzione altrove, il progetto fu bloccato e la società Stretto di Messina messa in liquidazione. Fino al 2023, la gestione della società è stata in mano Vincenzo Fortunato, nominato commissario liquidatore.
I contratti furono sospesi, cosa che portò a una causa legale del consorzio Eurolink. I giudici, però, hanno dato ragione al governo in primo grado, nel 2018. L’appello è stato fissato per il settembre 2023, ma in passato i vertici di Impregilo si sono detti pronti a rinunciare alla causa se i lavori fossero ripartiti. Nel 2020, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha creato una commissione per valutare il progetto, rilanciando l’idea di un ponte su tre campate finanziato con soldi pubblici. Nel 2022 è stato deciso un nuovo studio di fattibilità.
Il 6 marzo 2023 il governo Meloni con un decreto ha riavviato la progettazione dell’opera, inclusi i vecchi contratti vigenti.
