Lo storico direttore di Tuttosport Piero Dardanello, è stato ricordato al Salone d’Onore del Coni in un convegno durante il quale è stata anche presentata la 20/a edizione del premio giornalistico che gli è intitolato.
Tra i presenti, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, il capo redazione sport de La Repubblica, Francesco Saverio Intorcia, e il fratello e presidente dell’associazione Dardanello, Sandro. L’incontro è stato moderato da Danilo Di Tommaso, direttore della Comunicazione e Rapporti con i Media del Coni e storico allievo di Dardanello.
«Noi come Coni facciamo di tutto per ricordare chi ha dato un contributo al mondo dello sport: tecnici, dirigenti, atleti, stakeholders e giornalisti compresi Poi non tutti i giornalisti sono anche buoni direttori, ma Piero lo è stato», ha esordito Malagò, mentre Sandro Dardanello ha ringraziato il Coni per il riconoscimento, «segno tangibile dell’eredità lasciata da mio fratello». Per Marani, invece, Dardanello «è stato in grado di incidere su intere generazioni di giornalisti», mentre Vaciago ha raccontato come ancora oggi in riunione a Tuttosport ci si chieda «ma cosa avrebbe fatto Darda?».
Conclusioni affidate a Intorcia che ha definito Dardanello «una persona di grande cultura anche al di fuori dello sport e che garantiva a tutti i lettori di essere informati»
Seduti in platea gli studenti di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma ‘Tor Vergatà, che hanno potuto approfondire la statura professionale dell’ex direttore di Tuttosport e l’impatto del suo operato sul mondo dell’informazione. Negli undici anni alla guida del quotidiano, infatti, Dardanello ha dato alle pagine un taglio innovativo, intuendo l’importanza della grafica e dell’immagine al servizio della notizia. Una ricetta con un unico scopo: colpire il lettore, valorizzando al meglio il lavoro dei propri redattori. Una visione che emerge anche dal libro ‘Il mondo di Pierò (Bradipolibri Editore), promosso dall’associazione e curato da Roberto Beccantini e Fabio Monti. Il premio giornalistico Dardanello è oggi un punto di riferimento nel panorama nazionale del racconto sportivo, sia per l’alta caratura della giuria sia per la sua longevità; tanti giovani premiati nelle prime edizioni sono oggi grandi protagonisti del giornalismo italiano.
Dopo le celebrazioni a Mondovì (il luogo di nascita di Piero) e a Torino (la città dove ha vissuto appieno la professione), l’evento di Roma sancisce l’omaggio dello sport italiano ad uno dei suoi più grandi comunicatori del secolo scorso.
