mercoledì, Settembre 16, 2026
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Rapporto Coesione è competizione: “le imprese coesive hanno una marcia in più…”di Giuseppe Tripoli

Nelle PMI in cui prevale la cultura del “noi” sull’individualismo e per le quali lo sviluppo è un’opportunità per tutti si osservano benefici importanti in termini di fatturato, export, innovazione, ma anche sostenibilità.
È dimostrato dal Rapporto “Coesione è competizione” realizzato da Unioncamere – Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura in collaborazione con Symbola – Fondazione per le qualità italiane.
Lo studio mostra che le imprese coesive hanno una marcia in più rispetto a quelle che non si costruiscono una rete di collaborazioni e siano più resilienti (del resto lo hanno dimostrato anche nel periodo della pandemia).
Una gran parte delle imprese ha compreso la forza delle relazioni e come, viceversa, restare isolati può diventare pericoloso, soprattutto in momenti di crisi aziendale. Si tratta di un modello di business che si espande sempre di più: se nel 2018 puntava sulla coesione il 32% delle Pmi italiane, oggi siamo al 43%.
Il 55% delle Pmi coesive stima un aumento del fatturato, il 34,1% dell’occupazione e il 42,7% dell’export. Non solo. Per le imprese coesive la cultura del “noi” significa anche innovazione e sostenibilità. Il 62% di loro investe o intende investire nella transizioneverde e il 46,9% in quella digitale. E significa anche una più spiccata capacità di attrarre le migliori competenze: tema-chiave in questa fase del nostro sviluppo.

Giuseppe Tripoli – Segretario generale di Unioncamere

 

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