Sinergie e opportunità del sistema camerale nel territorio del Sud Est Sicilia

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Il territorio del Sud Est Sicilia, che comprende le province di Catania, Ragusa e Siracusa, rappresenta sotto molti versi il focus produttivo della Sicilia, perché genera quasi il 40% del valore aggiunto della regione e dal 2019 ha manifestato segnali di vitalità, con un incremento medio annuo tra 2019 e 2024 del prodotto del 5,1% contro il corrispondente valore del 4,8% della Sicilia e 4,2% del dato medio italiano.
Ciò dipende anche dalla composizione variegata della struttura produttiva delle tre province, particolarmente influenzata dal petrolchimico a Siracusa, con forte presenza di imprese dell’agroalimentare a Ragusa, con buona specializzazione nei settori innovativi e dell’elettronica a Catania.

Lo ha detto Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, intervenendo all’evento “Sinergie e opportunità del sistema camerale”, presso la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.

Questa crescita – ha proseguito Esposito –  è stata sostenuta anche dallo sviluppo del settore dei servizi alla produzione di supporto alla manifattura, che si connotano per una buona produttività, che agisce da traino anche per altre componenti dell’economia. Queste performances positive si ripercuotono anche sul mercato del lavoro, con una forza lavoro sempre più “skillata” e una domanda crescente di manodopera, che si contrappone anche a una contrazione delle ore di cassa integrazione nel 2024 (- 3%), in controtendenza assoluta rispetto al dato medio italiano (+ 21%).

Rimarchevole – ha sottolineato il direttore generale – è la componente internazionale del territorio, molto trainata anche dalle esportazioni di prodotti petrolchimici, ma non solo. Il Sud Est Sicilia fa il 78% del totale export regionale, con un fortissimo contributo attivo ai conti con l’estero della Regione (dimezzando il deficit siciliano della bilancia commerciale).

Ma il processo di sviluppo sui mercati internazionali – ha precisato Esposito – potrebbe crescere ulteriormente, visto che comunque la propensione ad esportare è del 9%, un dato quasi doppio rispetto a quello siciliano (5%), ma molto distante dalla media italiana (30%). A fronte di questa situazione il grado di collegamento produttivo e commerciale tra le imprese locali potrebbe aumentare con effetti positivi sullo sviluppo complessivo, e occorre considerare la situazione di invecchiamento della struttura imprenditoriale che, sebbene mediamente più giovane di quella media italiana, ha visto cresce la componente degli imprenditori over cinquantenni di 20 punti percentuali tra il 2003 e il 2024, a fronte di una forte riduzione della componente giovanile.

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