A Roma la 13ª Giornata dell’Economia

èItalia 108 – Unioncamere

Presentato il Rapporto Unioncamere 2015. Dardanello: “Per accelerare la ripresa, bisogna inserire nella cura dosi massicce di innovazione”   

“Lo stato di salute della nostra economia sta migliorando, ma il paziente Italia non è ancora guarito”. Così si è espresso il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, intervenendo a Roma alla 13ª Giornata dell’Economia, nel corso della quale è stato presentato il Rapporto Unioncamere 2015, dal titolo “Alimentare il digitale. Il futuro del lavoro e della competitività dell’Italia”.
A parere del Presidente Dardanello, “per accelerare la ripresa, bisogna inserire nella cura dosi massicce di innovazione. E nell’era del web 2.0 questa innovazione si chiama e-business. Perché sono proprio le imprese che hanno colto i vantaggi del web quelle che stanno dimostrando di saper trainare la nostra economia e offrire maggiori opportunità per la crescita occupazionale, in particolare giovanile. Per questo è importante che le riforme messe in atto dal Governo – i cui primi effetti iniziano ad essere evidenti – vengano accompagnate da chiari indirizzi di politica economica che sappiano spingere più incisivamente verso la digitalizzazione del nostro Paese. Perché – ha concluso Dardanello – con la nostra cultura, i nostri saperi che rendono unico il Made in Italy nel mondo, abbiamo le carte in regola per diventare una ‘superpotenza’ dell’economia digitale”.

INNOVAZIONE, WEB ED EXPORT: COSÌ LE IMPRESE CREANO LAVORO. La conferma arriva, ancora una volta, dai numeri. Delle 210mila imprese che assumono, sono proprio le aziende innovative (24,4%), quelle che stanno in Rete, nonché quelle export oriented (26,1%), a stimolare maggiormente l’occupazione. E se si considera che il 92,5% delle PMI esportatrici è attivo sul web, è facile capire che il futuro del Sistema Italia passa dall’economia digitale. Si calcola, infatti, che un aumento del 10% della diffusione di Internet possa portare a un incremento del +1,47% dell’occupazione giovanile.
I dati raccolti dimostrano inoltre che un giovane under 30 su 10 trova lavoro nel campo dei servizi tecnologici. Eppure, secondo un rapporto dell’Unione Europea, entro il 2020 potrebbero esserci 900mila posti di lavoro in UE non occupati proprio a causa delle mancanza di competenze digitali.

LA FORZA DEGLI IMPRENDITORI UNDER 35. A saper cogliere le opportunità dell’economia digitale sono soprattutto i giovani imprenditori. Quasi due aziende su tre avviate da un under 35 lo scorso anno hanno puntato sin da subito su una presenza attiva su internet, e il 45% di queste è pronto o sta preparandosi a vendere online. Tuttavia soltanto il 5,1% delle piccole e medie imprese italiane utilizza l’e-commerce, al quale è imputabile appena il 4,8% del fatturato complessivo delle nostre aziende. Mentre 4 imprenditori su 10 dichiarano che internet non serve alla propria impresa. La quota dell’economia digitale sul Pil italiano non supererà il 3,5% nel 2016, poco più di quanto è atteso per la Francia (3,4%) ma meno di quanto previsto per la Germania (4,0%) e più in generale per la media dei Paesi avanzati (5,5%).

RISORSE PER USCIRE DALLA CRISI. Nel corso di questi difficili anni, la selezione è stata molto dura per le imprese, tanto che dal 2008 a oggi il nostro tessuto produttivo si è ridotto di ben 90mila unità. Per uscire dalla crisi, le imprese puntano sempre più su green economy, innovazione ed economia digitale. Quasi la metà delle piccole e medie imprese manifatturiere investirà quest’anno nell’economia “verde”, puntando su prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale.
Ma il peso della corruzione e della criminalità per le imprese è un ostacolo a crescere. Più di 3 aziende su 5 percepiscono un aumento dell’illegalità negli ultimi quattro anni e 2 su 5 dichiarano che il fatturato sarebbe più alto senza criminalità economica.


 

The 13th Economy Day Held in Rome

The 2015 Unioncamere report was presented. Dardanello: “To accelerate the recovery, we need to add massive doses of innovation to the treatment”

“The health of our economy is improving, but Italy the patient has not yet healed.” So said the President of Unioncamere, Ferruccio Dardanello, speaking in Rome at the 13th Economy Day, during which the Unioncamere Report 2015, entitled ‘Powering the Digital. The future of work and the competitiveness of Italy’ was presented.
In the opinion of President Dardanello, “to accelerate the recovery, you need to add massive doses of innovation to the treatment. And in the era of Web 2.0 this innovation is called ‘e-business’. Because it is the companies that have taken advantage of the web that are proving to be able to pull our economy along and provide greater opportunities for employment growth, especially for young people. It is therefore important that the reforms implemented by the government – whose first effects are beginning to be evident – are accompanied by clear economic policy guidelines that are able to push more decisively towards the digitisation of our country. Because,” Dardanello concluded, “with our culture and our knowledge that makes Italian products unique in the world, we have what it takes to become a ‘superpower’ of the digital economy.”

INNOVATION WEB AND EXPORT: BUSINESSES CREATE JOBS.
This is confirmed once again by the numbers. Of the 210 thousand companies hiring, it is the innovative companies (24.4%), those who are on the Net, as well as the export-oriented companies (26.1%), that stimulate the most employment. And when you consider that 92.5% of exporting SMEs are active on the web, it is easy to understand that the future of the Italian system is moving to the digital economy. It is estimated that a 10% increase in the spread of the Internet will lead to an increase of +1.47% in youth employment. Not to mention that the digital economy sustains qualified growth of employment, especially for digital natives.
The data also show that one young person ‘under 30’ out of 10 is working in the field of technology services. Yet, according to an EU report, by 2020 there could be 900 thousand jobs in the EU that are not occupied precisely because of the lack of digital skills.

THE STRENGTH OF ENTREPRENEURS UNDER 35. Those who best know how to seize the opportunities of the digital economy are young entrepreneurs. Nearly two out of three companies started by an under 35 year-old last year have focused on an active presence on the Internet from the beginning, and 45% of them are ready or are preparing to sell online. However, only 5.1% of Italian small and medium-sized companies use e-commerce, which is attributable to just 4.8% of the total turnover of our companies. Four entrepreneurs out of 10 said that internet does not serve their businesses. The share of the digital economy in Italian GDP will not exceed 3.5% in 2016, which is little more than that expected for France (3.4%) but less than the figure expected for Germany (4.0%) and the average of the advanced countries more generally (5.5%).

RESOURCES FOR EXITING THE CRISIS. During these difficult years, the selection has been very tough for businesses, so much so that from 2008 to the present our manufacturing base shrunk by as much as 90 thousand units. To overcome the crisis, companies are increasingly focussing on the green economy, innovation and the digital economy. Nearly half of small and medium manufacturing enterprises will invest in the ‘green’ economy this year, concentrating on products and technologies with greater energy efficiency and/or less environmental impact. But the weight of corruption and crime is an obstacle preventing businesses from growing. More than 3 out of 5 firms have perceived an increase in illegality in the past four years, and 2 out of 5 declare that their turnover would be higher without economic crime.