Avvocati: il futuro è l’internazionalizzazione

Marta Savona, Avvocato e consigliere nazionale di AIGA

«Bisogna guardare ai mercati esteri, sebbene il panorama forense orobico sia poco avvezzo ad occuparsi di questioni transfrontaliere. Dobbiamo creare delle vere reti giuridiche, con professionisti in ogni dove disposti a prestarsi competenze»

ll termine che pronuncia più spesso è «sinergia» e, ogni volta, un guizzo le attraversa i profondi occhi scuri. C’è anche un verbo che ricorre regolarmente nel forbito eloquio di Marta Savona: “creare”. “Creare sinergie”: un motto che ben riassume il percorso professionale e umano di questo carismatico avvocato bergamasco, che a 37 anni (e due figli) è consigliere nazionale di AIGA (associazione italiana giovani avvocati), nonché socia e fondatrice di una delle pochissime realtà locali prevalentemente orientate al diritto internazionale. Un solo imperativo: fare rete.

“A Bergamo molti dei 500 praticanti lavorano gratis: una questione che nessuno osa denunciare. Insieme all’on. Mazziotti stiamo portando avanti una proposta di legge che garantisca un compenso minimo di 500 euro”

PIU’ TUTELE PER I PRATICANTI COME MINIMO

Senza istituire alleanze sarebbe impossibile, ad esempio, cercare di sollevare le sorti degli aspiranti avvocati. L’iter prevede che chiunque ambisca alla carriera forense debba prima superare l’esame di stato, cui è possibile accedere a seguito di un praticantato di 18 mesi (per il quale è necessaria la laurea quinquennale in giurisprudenza). Durante quell’anno e mezzo non esiste uno stipendio minimo garantito: la proposta di legge portata avanti da AIGA, insieme all’Onorevole Mazziotti, stipula un compenso di 500 Euro a partire dal secondo semestre. A Bergamo molti dei 500 praticanti lavorano gratis: una questione che nessuno osa denunciare ufficialmente, ma di cui si parla a bassa voce nei corridoi del tribunale. Questa condizione si perpetua fino all’eventuale superamento dell’esame: uno scoglio, considerate le tante bocciature, nonché un impegno gravoso per le commissioni chiamate a valutare le prove. Come AIGA, abbiamo proposto di strutturare diversamente i test: meno teoria, più pratica. All’estero la selezione nell’avvocatura viene fatta a monte: le facoltà sono a numero chiuso e addestrano realmente all’esercizio della professione.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

L’estero, appunto: un pallino per l’intraprendente Savona, alle prese con l’internazionalizzazione dell’associazione. A maggio AIGA ha siglato un accordo con Slig Law di Londra – studio legale fondato dai fratelli Gaglione – mentre a luglio è arrivato il protocollo d’intesa per una rappresentanza dell’avvocatura tricolore a Parigi.

Un’iniziativa associativa declinata anche in chiave personale. Ne è nato SGHS Law Firm: acronimo che prende a prestito le iniziali dei cognomi dei soci, quattro avvocati under 40, decisamente cosmopoliti. Oltre a Marta Savona (tesi ed Erasmus in Francia) il compagno Gabriele Goldaniga (insieme formano una coppia di infaticabili globetrotter), l’italo-egiziano Omar Hegazi e l’italo-thailandese Vatinee Suvimol.

“Ci accomuna una visione orientata verso i mercati esteri, che compensa una lacuna presente nel nostro territorio, dove gli avvocati raramente si occupano di questioni transfrontaliere. Nel panorama forense orobico siamo anomali: vige ancora la mentalità della concorrenza, che annulla ogni tentativo di networking. Ma con un unico avvocato – junior o senior – non può far fronte alle richieste di un’impresa. Il nostro obiettivo è la creazione di vere e proprie reti giuridiche, con professionisti che vivono a Londra, Parigi o New York, e si prestano competenze”.

LA SFIDA: MODERNIZZARE LA PROFESSIONE

L’immagine dell’avvocato che sta arroccato sulla poltrona, aspettando che i clienti bussino alla sua porta, è ormai superata. “siamo in troppi: 250 mila in tutta Italia, 2300 nella sola Bergamo, contando anche i praticanti. Abbiamo l’obbligo di modernizzarci: avere una mentalità imprenditoriale. L’Unione Europea ci parifica alle aziende: eppure in Italia è difficile far capire l’importanza della cooperazione. Abbiamo tanti vincoli: ad esempio, non possiamo farci pubblicità. Un paradosso! Su spinta AIGA, un paio di anni fa è stato parzialmente liberalizzato l’articolo 35 del codice deontologico. Ora, almeno, possiamo fare “corretta informazione” sul web e sui social media: vietati i toni elogiativi, tutto viene valutato alla luce della dignità, dell’onore e del decoro della professione. Un filino démodé, vero? Del resto, un recente rapporto Censis sull’avvocatura rivela che il 90% dei clienti si rivolge ad un avvocato per passaparola. Ed il 70% dei legali non ha un sito internet”.

«Negli ultimi mesi AIGA ha siglato due accordi per portare rappresentanze dell’avvocatura tricolore sia a Londra che a Parigi»

È arduo, per giovane, farsi strada. Ma non impossibile. «cosa consiglio ad un collega alle prime armi? Abbi il coraggio di cercarti le opportunità. La conoscenza del diritto è scontata: osa, vai oltre. Specializzati: ti interessa il diritto famigliare? Allora acquisisci anche nozioni psicologiche. Segui le tue inclinazioni naturali e siiimprenditore di te stesso».

IL FUTURO, TRA SETTORE «FOOD» E I SOCIAL MEDIA

Proprio seguendo i suoi interessi – è vicepresidente dell’associazione “Amici dell’orto botanico” e, di conseguenza, sensibile a tematiche alimentari – Marta ha conosciuto, Arturo Caputo già titolare di Food Consulting S.a.s. «Insieme, ci siamo ritrovati nella necessità di dare vita a una nuova sinergia. Si chiama “Food and Law S.r.l.”: offriamo alle aziende servizi integrati, che vanno dalle certificazioni ai controlli di qualità, etichettatura, prassi doganali, e persino piani social media marketing. Nella società, oltre a Caputo e Hegazi, è presente Sumivol, che ha consolidato un’ampia conoscenza nel mondo “food”, grazie alla sua presenza decennale nel web come food blogger».

Perchè, conclude con il sorriso, «Gli uomini mirano maggiormente a generare un valore economico. Noi donne, invece, puntiamo puntiamo a creare valori. E al capitale umano. Bisogna andare al di là dei contenuti di un codice civile o penale ed investire sulle persone: fare squadra. Tutto parte da li».