Unesco: la Transumanza patrimonio dell’umanità. Mario Serpillo UCI: “Pastorizia e recupero delle tradizioni sono il futuro”


C’è un pezzettino dell’impegno dell’UCI”, dice soddisfatto il Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI)- Mario Serpillo- in merito alla decisione del Comitato intergovernativo dell’Unesco, riunitosi l’11 Dicembre a Bogotà, di proclamare la Transumanza Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

“Ci abbiamo creduto sin da subito, traducendo le nostre convinzioni in azione” esordisce Serpillo durante il nostro incontro. “Solo seguendo i mandriani, come l’UCI ha più volte fatto, tra pioggia e sole, montagne e vallate, si vivono gli antichi tratturi da San Marco in Lamis (FG) a Frosolone (IS): circa 180 Km., durante i quali si respira il legame culturale tra i praticanti e i centri abitati attraversati, e il forte contenuto identitario della Transumanza.

La Transumanza è la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e cavalli, si spostano in differenti zone climatiche, percorrendo le vie semi-naturali dei “tratturi”. Il viaggio dura giorni e prevede soste in luoghi prestabiliti, le cd. “stazioni di posta”.

Il riconoscimento premia il forte contenuto identitario di questa pratica antichissima, attraverso la quale, nell’arco dei secoli, si sono stabiliti fortissimi legami sociali e culturali con i centri abitati attraversati.

Chi, fin dall’inizio del percorso che ha portato al raggiungimento di questo prestigioso traguardo internazionale, ha creduto nelle straordinarie potenzialità e sinergie legate alla Transumanza è Mario Serpillo, presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani, storica organizzazione di rappresentanza del mondo agricolo italiano, nata sul finire degli anni Sessanta dalle istanze del movimento contadino.

Nulla capita a caso, come direbbe l’antropologo svizzero Carl Gustav Jung, nel senso che la guida dell’Uci ha profuso il massimo impegno per supportare questa battaglia.

“Questa – afferma, non senza trattenere la sua emozione – è una lezione di civiltà; non solo per il nostro paese, ma più in generale a livello internazionale”.

Il motivo? L’Uci ha partecipato con le sue bandiere rosse all’ultima Transumanza: “è stata un’esperienza, anche emotiva, sensoriale o di grande trasporto per tutti noi. Abbiamo capito  il significato profondo di questa pratica antichissima, al di là del fatto in sé, che consiste in una forte solidarietà fra i pastori che conducono le mandrie per centinaia di chilometri, affrontando, insieme al bestiame, intemperie e difficoltà di ogni genere”.

Gli ostacoli vengono superati “grazie alla capacità di chi intraprende il viaggio di adattarsi all’ambiente e di sfruttare i punti di forza dell’ambiente come le sorgenti o le aree dove è più agevole sostare per il nutrimento e l’indispensabile riposo”.

Il racconto del presidente fa emergere un aspetto fondamentale della Transumanza, vale a dire il fatto che si tratta di una straordinaria occasione di incontro e di conoscenza dei borghi che si incontrano lungo i “tratturi”.

C’è, dunque, un aspetto relazionale, di rapporti umani, che va al di là dell’obiettivo di condurre le greggi da una parte all’altra, tanto che le comunità attraversate aspettano tutto l’anno il momento della transumanza per viverlo come una festa.

Ecco, allora, che il riconoscimento dell’Unesco viene, a ragione, interpretato da Serpillo come “una grande lezione di civiltà e di esaltazione del mondo rurale, del paesaggio, di rispetto dell’ambiente in termini sostenibilità, soprattutto da parte degli allevatori: “la Transumanza – aggiunge – ha, a mio avviso, il grande merito di di far riscoprire all’uomo d’oggi e ai turisti i nostri territori, la cultura, le tradizioni anche legate al cibo, le nostre eccellenze agro-alimentari”.

Di qui l’ulteriore conclusione che “tutto questo diventa veicolo per rilanciare l’attenzione e l’interesse, ma anche le opportunità di sviluppo turistico delle aree interne che hanno il pregio e il merito di tenere ancora radici forti nelle grandi tradizioni del passato e di valorizzare appieno questo contesto essenziale ma ricco di suggestioni e di attrattive”.

Secondo l’Uci l’iscrizione della Transumanza nella Lista rappresentativa degli elementi dichiarati “Patrimonio culturale immateriale” dell’Unesco può essere una leva di sviluppo se adeguatamente sostenuta dagli enti locali, dai sindaci, dalle istituzioni nazionali e, soprattutto, anche dalla Ue che ha già espresso grande interesse verso il mondo rurale, considerato un importante asse di sviluppo legato ai grandi temi sostenibilità ambientale e sociale, della valorizzazione paesaggistica, della conoscenza del patrimonio storico ed artistico dei territori.

Serpillo, che è un attento osservatore della realtà italiana, e attento conoscitore della situazione economica e sociale del Paese, sottolinea che: “di questo ha bisogno la dorsale appenninica e il Sud, perché è in questi contesti che possiamo riprendere una idea di sviluppo che punti ad un riequilibrio sociale ed economico e che punti a migliorare la qualità della vita nei territori che oggi rischiano l’abbandono”.

Sono tanti, dunque, i motivi per i quali bisogna guardare con attenzione alle opportunità legate al recente riconoscimento internazionale ottenuto dal nostro Paese; e, certamente, una visione prospettica completa come quella del presidente dell’Uci  Mario Serpillo è di grande aiuto.

Il diretto interessato non distoglie, però, lo sguardo dalla organizzazione che guida con competenza e passione: “L’Unione Coltivatori Italiani vuole essere fra i soggetti che intendono contribuire allo sviluppo di una nuova visione dell’agricoltura e dell’agroalimentare, legata ai territori, al rispetto delle biodiversità, al rilancio della qualità della vita delle aree interne e, in modo particolare, alla sicurezza alimentare e alle tipicità che sono ancora le nostre eccellenze nel mondo”. Non resta che fare i complimenti a questa nuova grande vittoria epocale raggiunta  , e, far ripartire l’ Italia anche grazie al settore allevamento.L’ anno 2019 si conclude con nuove prospettive positive, ed Uci ne è protagonista.