La Rai festeggia 70 anni dalla prima trasmissione televisiva

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Il 3 gennaio 1954 avevano inizio le trasmissioni della Rai − Radiotelevisione italiana, la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiofonico e televisivo in Italia, tra le maggiori aziende di comunicazione d’Europa, la quinta del continente. Il 3 gennaio 2024 ricorrono i 70 anni dalla prima trasmissione televisiva Rai, e 100 della radio, che fece il suo esordio il 6 ottobre 1924.
Con la voce di Fulvia Colombo, la mattina del 3 gennaio 1954, prendevano l’avvio le trasmissioni della Rai, era l’inizio della storia della televisione in Italia. L’avvento dei telequiz televisivi portava nelle case degli italiani due volti divenuti presto familiari: Mike Bongiorno e Mario Riva. Imperversavano domande e gags, e gli italiani facevano di tutto per non mancare all’appuntamento serale coi loro beniamini.

Buonasera «signorina buonasera»
Nicoletta Orsomando
, bella e giovane ragazza di Casapulla, in provincia di Caserta, prendeva un posto indimenticabile nella storia della televisione. Apparsa per la prima volta il 22 ottobre 1953 nelle case degli italiani, Nicoletta divenne la prima «signorina buonasera» della Rai. A scrivere il proprio nome nell’albo d’onore della televisione italiana erano il maestro Alberto Manzi, maestro di scuola e pedagogista, che inventava e conduceva «Non è mai troppo tardi», trasmissione televisiva andata in onda dal 1960 al 1968 destinata ad insegnare a leggere e scrivere ad almeno un milione di italiani. La televisione italiana creava trasmissioni e personaggi destinati a rimanere nella storia del tubo catodico: Raffaella Carrà, Enzo Tortora, Delia Scala, Tito Stagno, Piero Angela, Enzo Biagi, Pippo Baudo.

Da 88 a 22 milioni di abbonati
Il 3 gennaio 1954, dopo due anni di sperimentazioni, la Rai partiva per il suo lungo viaggio con 88 abbonati che nel giro di 4 anni diventavano più di un milione. Nel 2019 gli abbonati avevano raggiunto quota 22 milioni. Oggi le entrate del canone Rai ammontano a 1,761 miliardi. E in occasione della ricorrenza dei settant’anni dalla prima trasmissione televisiva, l’Ad Rai Roberto Sergio e il Direttore generale Giampaolo Rossi hanno commentato così l’anniversario: “Memoria, orgoglio, responsabilità: parole che in questo giorno di festa per i settant’anni della nascita della “nostra” Tv ci richiamano ai valori fondanti dell’essere servizio pubblico. La memoria di quanto la Rai ha fatto per la crescita del “sapere” del nostro Paese; l’orgoglio di essere la più grande azienda culturale del Paese, pilastro del pluralismo e della democrazia, e motore dell’industria dell’audiovisivo nazionale; la responsabilità di continuare a esserlo concretamente”.
“Questi settant’anni ci indicano la strada per il futuro: continuare a contribuire a costruire l’identità nazionale consentendo ai cittadini di riconoscersi dentro una memoria che appartiene a tutti e mantenere – pur in un mercato radicalmente mutato e altamente competitivo rispetto al passato – il ruolo di leader di ascolti di capacità d’innovazione tecnologica e di prodotto”.
“Da parte nostra – proseguono – è doveroso ringraziare di cuore le donne e gli uomini che hanno reso grande la Rai in questi 70 anni e coloro che oggi, con dedizione e passione consentono che la Rai sia uno dei più grandi e influenti servizi pubblici radiotelevisivi e multimediali d’Europa”.

Mimmo Mollica